Da San Menale (Rofrano) al Passo delle Beta e Monte Gelbison

Raggiungere d’inverno il Passo della Beta, lungo il sentiero che ogni anno porta qui decine di persone in pellegrinaggio alla “Madonna del Monte” è un esperienza ricca di sentimento religioso e affetto verso questi luoghi che hanno visto passare prima di noi, i nostri genitori e i nostri antenati.

Avventurarsi in un escursione invernale non è raccomandabile senza aver verificato le condizioni meteo dei giorni precedenti, se vi sono state piogge abbondanti meglio rinunciare, il fango non è amico delle gambe ma lo è della pesantezza del terreno e degli incidenti.

Fortunatamente per il giorno che avevamo previsto l’escursione il 14 marzo 2022, non avevamo avuto piogge abbondanti nei giorni precedenti e le previsioni meteo per il giorno scelto e anche a seguire erano più che eccellenti per incamminarci per i boschi e la montagna.

Il giorno prima di ogni partenza preparo i materiali per l’escursione come ho già raccontato qui con un attenzione al clima della stagione. La mattina si fa una ricca colazione, puntuali sul luogo di partenza alle prime luci dell’alba iniziamo a scaldare le gambe.

La natura era ancora a riposo ma le gemme erano pronte a generare fiori e foglie per dare colore al bosco. I primi kilomentri sono sempre di adattamento all’ambiente, è quella era la prima escursione dopo lo stop invernale.

Durante il cammino “ascolto i piedi” verifico se sono in sofferenza, evitare piaghe è fondamentale, controllo la disposizione del carico nello zaino, faccio ogni tanto una sosta per orientare la carta, osservo e cerco di identificare meglio il territorio che mi circonda (orientamento nell’ambiente).

Il percorso che porta al Monte Sacro è inizialmente caratterizzato da una carrareccia più o meno ampia adatta a motocarrelli agricoli e piccoli trattori. Si sviluppa per i boschi di castagno per circa 1 Km per poi restringersi a mulattiera e dalla località Fiume Freddo (vedi mappa) diventa sentiero da qui in poi troveremo ontani e robuste faggete.

Lungo tutto il percorso che porta al Passo della Beta si possono osservare paesaggi incontaminati ed altre cime dei monti che ci circondano come La Raia del Pedale 1521 m., monte Faiatella 1710 m., monte Cervati 1899 m. a Nord, monte Centaurino 1433 m. a est, un po’ più lontano monte Cocuzzo 1307 m. a sud-est, monte Scuro 1611m. a sud, monte Gelbison 1705 m. a ovest, monte Caravello 1402 m. e monte Rotondo 1388 m. nord-ovest, vedi galleria fotografica.

Dalla località Fiume Freddo il sentiero potrebbe non essere immediatamente identificabile ma salendo il vallone tra monte Scuro e monte Gelbison lo si trova senza particolari difficoltà, da qui in poi la pendenza aumenta in maniera importante ma senza però superare la media difficoltà.

Durante il percorso si trovano cartelli rudimentali ma efficaci nell’indicare la direzione verso il Santuario del Monte Sacro e prima ancora il Passo della Beta.

Dopo aver raggiunto il Passo della Beta, per motivi di tempo abbiamo rinunciato al Monte Gelbison e ci siamo incamminati verso Novi Velia da dove siamo riusciti a chiedere un passaggio in auto fino a Vallo della Lucania e da li come nell’escursione del 2016 al monte La Raia del Pedale , anche quest’altra volta abbiamo avuto un po’ di fortuna con Giovanni Cavallo che ci ha riportati a San Menale (Rofrano).

Nel tardo pomeriggio riusciamo a ritornare al punto di partenza, stanchi ma già con definito il prossimo obbiettivo: il Monte Bulgheria.

Buon cammino a tutti !

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