Signorina Colombina Lettieri

di Giuseppe Viterale – kiddu ri mulinaru

Di sicuro i più’ giovani di questo gruppo non la conoscono o ne hanno solo sentito parlare dai genitori . Una figura di altri tempi che oggi è’ difficile immaginare se non si contestualizza al secolo scorso, quando la famiglia era tutto. Vi era chi emergeva e chi aiutava ad emergere lavorando in silenzio dietro le quinte. Lo scopo era mantenere il potere politico che a quel tempo era tutto, visto che a Rofrano non è’ mai esistito un potere economico . Colombina e’ morta qualche anno fa ed ha vissuto sempre a Rofrano senza mai sposarsi.
Non vorrei passare per lelogiatore funebre ufficiale della famiglia Lettieri ma sono tanti i ricordi e laffetto che mi legano a questa famiglia, prima da giovane studente rofranese e poi da adulto emigrato all’estero , sono sempre stato in contatto con loro. La prima volta che mi trovai a scrivere della famiglia Lettieri fu nel 1968 quando facevo la 3 elementare, il dottore Bartolo Lettieri era morto in un tragico incidente stradale a soli 36 anni. Linsegnante ci diede un tema da svolgere su questa numerosa famiglia rofranese. Qualche mese prima era stato assassinato Bob Kennedy e mio padre aveva messo il poster dei 3 fratelli Kennedy nel mulino. In quella tragedia trovai le similitudini con la potente famiglia americana anche se in proporzioni molto diverse. Entrambe famiglie con 10 figli, entrambe impegnate in politica, entrambe travolte da tragedie. I rofranesi più anziani si ricorderanno di matrimoni e vittorie politiche celebrate in questa casa che adesso è vuota ma una volta brulicava di persone. Come tutte le case molto frequentate , aveva bisogno di una mente che la gestisse. La mente era la signorina Colombina. Donna riservata, educata , di buone maniere, non di grande istruzione scolastica, ma sapeva rendere i propri ospiti a loro agio, sia che si trattasse di autorità o di semplici contadini rofranesi. La sua dedizione alla causa famigliare era assoluta. Quando in periodo elettorale, a tarda sera andava in giro per le case insieme a sua sorella Aurora in cerca di voti, a volte venivano ingiuriate con frasi come ; ecco le sorelle Materassi. Ma era tale la sua educazione e senso del controllo che non rispondeva a nessuna provocazione. Pur stando sempre in casa ad organizzare lattività famigliare era informata di tutto cioche accadesse a Rofrano. Negli ultimi anni era sempre meno informata delle cose rofranesi quasi a volersi distaccare da un mondo in cui non si riconosceva più. Mi rendevo conto che pur vivendo allestero ero più informato di lei. Ma pur sapendo che in tutte le cose della vita ce un inizio ed una fine, mi manca molto nei miei viaggi a Rofrano il fatto di fare quei quattro passi in via Renazza e vedere quel portone chiuso che tanta storia ha rappresentato per i rofranesi nel bene e nel male



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