Pastarelle e taralli dolci napoletani

di Maria D’Auria

Amici di Rofrano, nell’ augurarvi un buon inizio di settimana, vi posto due ricette dolci

Sfogliando una vecchia agenda che conservo a Rofrano, mi sono imbattuta nella ricetta delle Pastarelle di cui allego la foto.

La ricetta mi fu data tantissimi anni fa, da cumma’ Raffilina, moglie di Mario Domini allorquando con mia suocera andammo nella sua casa di campagna per preparare pizze con le erbe, ‘e pizze cull’ove e le pastarelle

La signora Raffaelina, persona disponibile e simpaticissima, mentre impastava con mia suocera, mi raccontava tanti fattarielli di paese.

E no ! Vi prego, non cominciate a pensare a male!!!

Le nostre chiacchierate non erano un ” taglia e cuci”, non erano pettegolezzi, ma si riferivano a fatti di vita vissuti, ad episodi realmente accaduti.

Tra i tanti, ricordo uno in particolare

Cumma’ Raffilina mi raccontò che un giorno, mentre alzava una grossa bacinella per poggiarsela in testa, venne assalita da un serpente nero che le ” rasco’ “ tutte le braccia.

Dopo quel racconto, credetemi, oltre ad aver paura delle vipere, cominciai a temere anche i serpenti neri.

Stamattina, avendo in dispensa tutti gli ingredienti, ho voluto provare la ricetta delle Pastarelle, in segno di omaggio e gratitudine alla signora Raffaelina che fu così ospitale con me e con mia suocera

Ho fatto metà dose ottenendo 25 pastarelle

Sono morbidi, di sapore molto semplice e vanno benissimo come biscotti da inzuppo, da consumare a colazione nel latte o anche da sgranocchiare nel corso della giornata

500 g di farina 00

3 uova

175 g di zucchero

15 g di ammoniaca ( da sciogliere nel latte tiepido)

Buccia grattugiata di limone

70 g di olio

60/70 g di latte

A questa ricetta allego anche quella dei Taralli che noi di famiglia portiamo avanti da anni. È un invito alla prova !

Ingredienti per 45 taralli. Il numero dipende dalla grandezza desiderata. Con questa dose, facendoli piccoli, riuscii a farne quasi ottanta per il gruppo parrocchiale.

1Kg di farina 00 sempre setacciata

5 uova

200 g di sugna

350 g di zucchero semolato

2 bustine di lievito

buccia grattugiata di un limone

un bicchierino di anice

Procedimento (alla vecchia maniera)

Versare sul tavolo di lavoro la farina setacciata con il lievito. Aprire la solita fontana, aggiungere le uova, la sugna, lo zucchero e la buccia di limone. Cominciare ad amalgamare il tutto e aggiungere l’anice. Lavorare compattando il tutto. Prendere poco impasto per volta, formare filoni e chiudere per avere le ciambelline o le treccine. Poggiare su teglia rivestita con carta forno e cuocere a 180° fino a doratura desiderata (forse una trentina di minuti)

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