Fusilli con pesto di finocchietto

di Maria D’Auria

Eccoci al nostro secondo appuntamento

La mia passione per la pasta fresca, fatta in casa, è nata tanti anni fa, guardando mia suocera ‘Ntunetta che spesso preparava “fusiddu e cauzuni”

Inizialmente mi limitavo solo ad osservarla anche perché, da igienista qual era, non permetteva a nessuno di aiutarla.

Sulla testa metteva una scolla bianca per coprire i capelli, indossava ’o vandisino, puliva ‘o tavulieddu e, senza pesare gli ingredienti, cominciava ad impastare con tanto olio di gomito

Con il passar del tempo, mia suocera mi permise di aiutarla e fu così che iniziai a prendere dimestichezza con la pasta fresca fatta in casa

Da allora ho cercato e cerco di migliorare sempre più le mie conoscenze sulla pasta fatta in casa, cerco di sperimentare nuove farine, nuovi abbinamenti, nuovi formati, nuovi ingredienti per ottenere impasti colorati e soprattutto cerco di dosare bene i liquidi e i solidi onde ottenere un buon impasto

A proposito di fusilli, voglio raccontarvi di un episodio che mi è capitato a Milano l’inverno scorso

Mentre camminavo con mio marito, in Via Alessandro Volta, zona Brera, per andare al parcheggio auto, mia figlia che ci precedeva con i bambini, si fermò di botto davanti alla vetrata di un ristorantino e ci fece cenno di affrettare il passo e di raggiungerla

Davanti ai nostri occhi si presentò un’immagine che poteva riportarci ad un’antica cartolina in bianco e nero

Dietro la vetrata, adiacente all’ingresso, una matura signora, con un fazzoletto in testa e grembiule bianco, tirava su un piccolo tavolino di legno,fusilli con il ferretto. Che trovata !!!

La signora, vedendosi osservata, si presentò sull’uscio e mia figlia, alquanto commossa, le disse : “ Signora, lei mi ha fatto ricordare mia nonna quando preparava i fusilli”.

Con il sorriso sulle labbra e con le mani sporche di farina, la signora si presentò dicendo che era di un paesino cilentano e con il marito aveva aperto il ristorantino “Li mastri” . Qui si possono gustare piatti della tradizione cilentana, solo su prenotazione perché il locale è piccolo e può contenere solo tre tavoli.

Mio marito, a sua volta, si presentò dicendo che era nativo di Rofrano e per un po’ intrattennero “da paesani” un’allegra conversazione.

Prima di salutarla, annotammo il numero di telefono del ristorante perché è nostra intenzione andare, prima o poi, a gustare i fusilli della signora

Aspettatevi delle foto, quanto prima

Perdonatemi se mi sono lasciata andare a questi ricordi ❤️

Passo alla ricetta dei fusilli, senza uova

Ingredienti per 2 persone

200 g di semola rimacinata

100 g di acqua a t. a ( la quantità può subire variazioni)

Due pizzichi di sale fino

Versare la semola sulla spianatoia, aprire a fontana, versare l’acqua ed impastare per un bel po’ fino a formare un panetto liscio ed omogeneo Far riposare l’impasto per 20 m , avvolto nella pellicola

Pesto a modo mio

( ho fatto un po’ a sentimento)

30/50 g di finocchietto selvatico , sbolletato per pochi minuti in acqua bollente

3 filetti di acciughe sott’olio

2 pomodori secchi spezzettati

25 g di mandorle pelate e tostate un po’ in padella

Mezzo spicchio di aglio

Parmigiano e pecorino grattugiato q.b

Una buona quantità di olio evo

Mettete tutti gli ingredienti nel boccale del minipiper e tritate

Per decorare

Tarallini, gusto classico

Pomodoro secco a filetti

Dal panetto, prendere dei pezzi e formare dei bastoncini

Tagliare ogni bastoncino in tanti pezzetti. Poggiare su ogni pezzetto il ferretto quadrato e far girare sul piano allungandolo. Sfilare i fusilli e metterli ad asciugare sul vassoio

Cuocere la pasta nell’acqua di bollitura del finocchietto e salare con parsimonia

Scolare, aggiungere cucchiaiate di pesto e amalgamare. Se necessario, potete aggiungere qualche cucchiaio di acqua della bollitura

Impiattare, spolverizzare con un paio di tarallini sbriciolati e decorare con filetti di pomodori secchi

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